Friday, March 22, 2019

Egitto - Periodo Dinastico




La storia dell‘Egitto dinastico si suddivide in dieci periodi, per un totale di tre millenni di civiltà. Per semplificare una storia così lunga è sufficiente distinguerla in cinque grandi periodi, partendo da quelli dinastici:

1. Regno antico (3100-2040). Capitali: Thinis (Alto Egitto) e Tebe (Basso Egitto). Prime 10 dinastie. Faraoni più celebri: Kheope, Khefren e Micerino, le tombe dei quali sono le grandi piramidi, alte rispettivamente 137, 136 e 62 metri. La famosa Sfinge viene così chiamata erroneamente, in quanto non è che un tempio con la testa d'un faraone e il corpo di un leone.

2. Regno medio (2040-1540). Capitale Tebe. I faraoni della XII dinastia assoggettano Nubia, e Palestina; ma nel 1730 gli Hyksos, provenienti da Siria e Palestina, spinti da popolazioni indoeuropee, conquistano Egitto per 150 anni, grazie alla superiorità militare. Dagli Hyksos gli egizi apprendono l’uso del cavallo, del carro da combattimento e delle armi in bronzo.

3. Regno nuovo (1540-663). Capitale Tebe. I faraoni riconquistano il Paese. Sottomettono: Etiopia, Palestina, Fenicia, Siria, Babilonia e Assiria. Fermano l'avanzata dell'impero ittita (la battaglia di Kadesh, nel 1275, si conclude con un trattato di pace, il primo della storia); ma nel 663 Tebe viene conquistata dagli assiri e inizia la loro decadenza. Costruiscono i templi di Luxor e Karnac.

4. Bassa epoca (663-525). Capitale Sais. Rinunciano alle conquiste, promuovono un'intensa attività commerciale con greci e fenici. I filistei sottraggono all’Egitto la Palestina. Nel 525 i persiani di Cambise uccidono in battaglia il faraone Psammetico III, riducendo Egitto a loro provincia. Dai tempi di Narmer (o Menes) sino al 525 si erano succedute 26 dinastie di faraoni. Le dinastie dalla XXVIII alla XXX (404-332) riuscirono ad avere una certa indipendenza dall'impero persiano, ma quando nel 331 Alessandro Magno (332-323), conquistando l'impero persiano, giunse in Egitto, fu accolto come liberatore e fondò la nuova capitale Alessandria. Alla sua morte l'immenso impero da lui conquistato si divise tra i suoi generali: Tolomeo ebbe l'Egitto, che includeva la Palestina e la Siria.

Il regno dei Tolomei durò dal 323 sino all’arrivo dei romani (30 a.C.).

La dinastia tolemaica (13 re e tre regine, tutti col nome di Tolomeo, e le regine con quello di Cleopatra) favorì le scienze e le arti: famosa la biblioteca d'Alessandria, che possedeva 700.000 volumi e che subì ripetuti incendi, a partire da quello sotto Cesare.

5. Provincia romana (30 a.C.). Il I secolo a.C. segnò l'inizio della rapida decadenza egizia: nel 96 la Cirenaica divenne dominio romano. Nel 51 regnò Cleopatra VII, in società con suo fratello, Tolomeo XIII. Quest’ultimo si oppose all'intervento romano di Giulio Cesare, mentre Cleopatra lo favorì, con l'aiuto d'un altro fratello suo, Tolomeo XIV. L’Egitto viene occupato dai romani nel 30 a.C. Cleopatra ebbe un figlio da Giulio Cesare, chiamato Cesarione. Alla morte di Cesare Cleopatra ebbe relazioni con Marco Antonio, il quale la dichiarò Regina dei Re, e come viceré volle il figlio di Cesare e i figli nati da entrambi. Ma Ottaviano giunse con un esercito romano, sconfisse la flotta egiziana e occupò Alessandria dopo la battaglia di Azio (31 d.C.). Marco Antonio e Cleopatra si suicidarono. Si concluse così la monarchia dei Tolomei e l'ultima fase storica di un Egitto indipendente.

L’Egitto divenne una provincia romana a statuto speciale comandata da prefetti alle dirette dipendenze dell’imperatore. Essi combattevano con durezza le popolazioni nubiane e meroitiche, anche se ad un certo punto furono costretti a stipulare dei trattati di pace.

Egitto - Periodo Predinastico




Pare che 14000 anni fa abbia avuto inizio il processo di desertificazione dell’Africa settentrionale (Sahara), quando in Europa finì l'ultima glaciazione (da circa 20000 a 12000 anni fa). La desertificazione di quest’area ricchissima di foreste e fiumi ha subìto un’improvvisa accelerazione circa 5500 anni fa ed è andata avanti sino a 2700 anni fa.

E’ sicuramente stato questo fenomeno che a indotto le popolazioni a spostarsi progressivamente verso il Nilo. Non è da escludere che i regni preesistenti alla formazione di quello egizio vero e proprio abbiano contribuito non poco alla desertificazione di quell’area, attraverso il disboscamento delle foreste e la loro trasformazione in terreni da pascolo e in legna da ardere.

Reperti archeologici fanno risalire la presenza dell’uomo nel Sahara a più di 10000 anni fa, ma le prime popolazioni agricole stabili nella sua valle, dedite all’agricoltura secca, adatte alle aree paludose, si sono formate circa 8000 anni fa. Ancora prima che si diffondesse l’agricoltura (coltivazione di grano e orzo) la valle offriva, lungo le sponde del fiume, selvaggina di grossa taglia (antilopi, rinoceronti, elefanti), mentre le acque erano piene di pesci, e le stesse paludi davano rifugio a molta fauna di uccelli stanziali e migratori.

Le piene annuali del Nilo erano dovute allo scioglimento delle nevi nella zona delle sorgenti dell’Africa equatoriale. Esse portavano grande fertilità, ma anche allagamenti di precedenti coltivazioni, per cui era impossibile potersi insediare stabilmente nei pressi del fiume, almeno non senza prima averlo controllato con appositi bacini e canali, ed è appunto da questa esigenza che nasce la necessità di uno Stato centralizzato (uno dei primi della storia), in grado di garantire la manutenzione costante di quelle strutture da cui dipende la sopravvivenza di tutti.

Questa esigenza fece sì che le tribù nilotiche impararono a vivere prima sotto l'autorità di capi locali (fase della formazione dei distretti o nomos). I vari nomos si scontrarono e si allearono tra loro, nell'arco di circa un millennio, fino a formare due regni, l'Alto Egitto a sud (costituito dalla parte meridionale della valle del Nilo, montuoso e poco fertile) e il Basso Egitto a nord (costituito principalmente dal delta del fiume, pianeggiante e molto coltivato).

Il regno dell'Alto Egitto ebbe, come ultima capitale, Hieraconpolis, il cui sovrano portava una bassa corona rossa con il simbolo d'un serpente, mentre il Basso Egitto (che arrivava fino al delta del Nilo) aveva Buto come capitale, il cui sovrano portava un'alta corona bianca col simbolo dell'avvoltoio ad ali spiegate.

I due regni vennero unificati con la forza, verso il 3100 a.C., in un solo impero da Narmer (o Menes in greco), re dell'Alto Egitto, che inaugurò le trenta dinastie dell'antico Egitto, fissando inizialmente la capitale a Thinis, situata nel medio Egitto. Narmer unì come simbolo i due copricapi. Cominciò a chiamarsi “faraone”, che in origine voleva dire “grande casa” o “casa reale”. La sua monarchia era assolutista, ereditaria e teocratica. Il faraone era il figlio del dio Sole e doveva sposarsi solo con membri di sangue reale, quindi si trattava generalmente di matrimoni tra fratelli e sorelle.

Il Nilo



Ancora oggi ci si chiede cosa sarebbe l’Egitto senza il Nilo, questo imponente fiume di 6671 km, che nasce nei luoghi centro-orientali dell’Africa (Sudan), dove ebbe origine l’ominazione. Il Nilo ha anche due grandi affluenti: Nilo Bianco e Nilo Azzurro, che s'incontrano e si fondono vicino alla capitale sudanese Khartoum. E’uno dei fiumi più lunghi del mondo, con una portata di 2.830 mc al secondo (la media annuale è di 1.048 mc) e con un bacino idrografico che copre una superficie di 3.254.555 kmq (quasi 11 volte l'Italia), che rappresenta circa il 10% della superficie dell'Africa.

Nella zona desertica dell'alto Egitto forma un'oasi fluviale larga dai 5 ai 20 km utilizzabile per la coltivazione. A nord del Cairo, si divide in due rami che confluiscono nel Mediterraneo: il Ramo di Rosetta a ovest e il Ramo Damietta a est che danno vita così ad un Delta che si estende su 24.000 kmq di superficie. Da Khartum il corso del Nilo è molto regolare con una scarsissima pendenza, interrotta solo dalle sei cataratte fino ad Assuan, che sono un ostacolo alla navigazione solo nelle acque basse.

Il Nilo è stato ed è tuttora utilizzato per il trasporto di merci lungo il suo percorso. Mentre la maggior parte degli egiziani vive ancora nella valle del Nilo, la costruzione della Diga di Assuan (terminata nel 1970 grazie all’aiuto della Russia) per fornire energia idroelettrica, ha interrotto il rinnovo dei terreni fertili ed è diventata una delle cause del progressivo erodersi dell'ampio delta. Essa però assicura costantemente acqua potabile all’Egitto, che nella gestione del fiume si scontra spesso con le esigenze di altri paesi, come Uganda, Sudan, Etiopia e Kenya. La diga è una delle più grandi al mondo e la sua costruzione ha creato il grande lago Nasser che si estende per 5250 kmq, un terzo del quale si trova in territorio sudanese. Altre dighe sono state costruite a Esna, Asyut e nel Delta.

Fino alla costruzione della diga di Assuan le sue annuali piene rendevano il terreno circostante estremamente fertile, permettendo di coltivare grano e altre colture. Inoltre l'introduzione ad opera dei Persiani dei bufali nel VII secolo a.C., che ricercavano ambienti umidi e con presenza di acqua, in aggiunta ai cammelli, rappresentò un'eccellente fonte di carne per le popolazioni limitrofe. I bufali addomesticati potevano essere utilizzati anche per l'aratura, mentre i cammelli come animali da soma.

Le sue piene sono abbastanza regolari: iniziano a giugno e arrivano alla portata massima alla fine di settembre, dopodiché regrediscono fino al successivo giugno (gli egizi si erano dati solo tre stagioni divise in quattro mesi ciascuna: estate, autunno e inverno). Questo andamento della piena è causato dalla complessa rete di affluenti che alimenta il fiume, mentre le sostanze fertilizzanti sono portate dai torrenti etiopici che con l'impetuosità delle loro acque erodono i massicci vulcanici asportando le sostanze fertilizzanti.

Nel passato, a causa di queste piene, il livello dell'acqua aumentava di parecchi metri (presso Assuan di 9 metri), e solo i villaggi costruiti su alture non subivano danni. L'acqua del Nilo lasciava nei campi una grande riserva d'acqua oltre ad uno strato di limo molto ricco di sostanze fertilizzanti.

Tutte le tombe dell’antico Egitto sono state costruite a ovest del Nilo, poiché gli Egiziani credevano che, al fine di entrare nell'oltretomba, bisognasse essere sepolti sul lato che simboleggiava la morte.

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