Abu Simbel



Costruito da Ramsesse II, Abu Simbel è uno dei più famosi monumenti dell'antico Egitto, insieme alle Piramidi e la Sfinge di Giza. Situata al confine meridionale del Paese, scolpita in una parete di pietra nel XIII secolo a.C., è uno spettacolo mozzafiato.

La sua facciata di 33 m d'altezza, con le quattro colossali statue di Ramses II che porta la doppia corona dell'Alto e del Basso Egitto aveva il ruolo di mostrare la supremazia del faraone ai visitatori che provenivano da sud.


Il Grande Tempio fu dedicato alle divinità protettrici delle grandi città egiziane - Amon di Tebe, Ptah di Menfi e Ra-Harakhty di Eliopoli. Intagliato nella parete rocciosa sulla sponda occidentale del Nilo, fu iniziato nel quinto anno di regno del faraone e ultimato in 30 anni.



Al tramonto dell' età dei faraoni, il monumento fu trascurato e gradualmente sepolto dalla sabbia. Scomparve completamente dalla storia, senza essere più menzionato ne dai greci ne dai romani.

Il suo ritrovamento è dovuto a Lewis Burkhardt, un esploratore svizzero che nel 1813 descrive il luogo come un insieme di statue dai quali si vede poco altro che la testa e le spalle. Nel 1817, l'esploratore italiano Giovanni Battista Belzoni riuscì ad entrare nel tempio, ma fu putroppo deluso dai pochi oggetti ritrvoati all’interno. Il monumento è rimasto parzialmente sotto la sabbia per altri decenni, rivelato nella sua completa maestosità solo nel 1909.

Il Tempio di Hathor



Il tempio più piccolo ad Abu Simbel, dedicato alla dea dell'amore, Hathor, fu costruito da Ramses II in onore della sua sposa preferita, Nefertari.  Sul fronte del tempio si ergono sei statue colossali, alti di circa 10 m, raffigurando Ramesess e la regina. Queste sono affiancate da figure più piccole di altri membri della famiglia regale.

All’interno del tempio, la sala ipostila è decorata con pilastri sormontati da teste di Hathor e scene di Ramses che combatte i nemici. Le pareti sono ornate di scene raffiguranti Nefertari, Hathor e Mut. Sulla parete di fondo, è raffigurata la coppia reale che porge offerte agli dei.

Negli anni sessanta i templi di Abu Simbel sono stati ricollocati, poiché il lago Nasser minacciava di sommergerli. Lo spostamento è stato effettuato sotto la guida dell'UNESCO, trasportando e ricollocando i monumenti su una parete artificiale, situata a 210 m di distanza e 65 m più in alto rispetto al sito originario.